giovedì 8 novembre 2012

All’Assemblea annuale di CDO Roma e Lazio sono stati illustrati gli Strumenti di Sostegno e Sviluppo per le Imprese

Nel corso della recente Assemblea annuale della Associazione CDO Roma e Lazio sono stati illustrati gli "Strumenti di Sostegno e Sviluppo per le Imprese" in cui sono stati approfonditi temi riguardanti il rapporto tra banca e impresa e i contratti di rete come strumento per lavorare insieme. 

Nell'Auditorium della sede dell’Unicef, a Roma, alla presenza di circa 200 imprenditori laziali, Marcello Piacentini - Presidente di CDO Roma e Lazio – e Donatella Visconti – Presidente Banca Impresa Lazio - hanno ricordato il recente accordo stipulato per l’attuazione di programmi di garanzia in favore delle PMI, che va ad arricchire il ventaglio di strumenti nell'accesso al credito e di copertura dei rischi per le imprese che l'Associazione fornisce da sempre, grazie al supporto di primari istituti bancari.

Sono stati poi analizzati i problemi che le imprese oggi incontrano nell'accesso al credito e le condizioni di cui possono usufruire, grazie agli accordi bancari. E’ il caso del servizio di PMI TUTORING, un percorso di accompagnamento al credito in cui la CDO si occupa di: analizzare le dinamiche e le esigenze finanziarie dell'impresa;trasferire le informazioni aziendali al sistema bancario in modo chiaro ed efficace;
costruire un dossier dell’azienda, che resterà a disposizione dell’imprenditore, che include la riclassificazione dei bilanci, l’analisi sulla gestione aziendale in termini di crescita, redditività e finanza, gli indici finanziari più rilevanti e gli aspetti qualitativi dell'imprenditore e dell'azienda.

Le banche, grazie al lavoro svolto dalla CDO, avranno la possibilità di svolgere un'analisi dell’azienda partendo da un quadro più chiaro.

E' stato poi approfondito il tema dei contratti di rete – un tema in linea con la mission della Compagnia delle Opere - a cui diverse realtà aziendali fanno sempre più ricorso per accrescere sia individualmente, con la propria impresa, che collettivamente, con le altre imprese della rete, la propria capacità innovativa e di competitività sul mercato.

Sono stati infine illustrate le iniziative che verranno riproposte il prossimo anno, come Expandere with Matching Roma, l’evento B2B organizzato dalla Compagnia delle Opere di Roma e del Lazio, a cui hanno partecipato quest’anno piùdi 300 aziende, delle quali quasi la metà non associate CDO con oltre 3500 incontri business realizzati. 

Per maggiori informazioni:
CDO Roma e Lazio
www.cdoromaelazio.it 

CDO Roma e Lazio nasce nel 1999 ed associa oggi circa 1500 piccole e medie imprese, Si tratta dell’espressione territoriale nel Lazio della Associazione Compagnia delle Opere (CDO), nata nel 1986 “per promuovere e tutelare la presenza dignitosa delle persone nel contesto sociale e il lavoro di tutti, nonché la presenza di opere e imprese nella società, favorendo una concezione del mercato e delle sue regole in grado di comprendere e rispettare la persona in ogni suo aspetto, dimensione e momento della vita”.
CDO è un’associazione imprenditoriale di rilevanza nazionale, non lucrativa, che promuove lo spirito di mutua collaborazione e assistenza tra i soci, per una migliore valorizzazione delle risorse umane ed economiche, nell’ambito di ogni attività esercitata sotto forma di impresa, sia profit sia non profit.
E’ presente sul territorio nazionale con oltre quaranta sedi locali e associa ad oggi oltre 34.000 imprese, la maggioranza delle quali sono piccole e medie aziende. All’estero è presente in Argentina, Brasile, Bulgaria, Cile, Colombia, Francia, Israele, Kenya, Paraguay, Portogallo, Perù, Polonia, San Marino, Spagna, Svizzera, Ungheria e Venezuela.




Postato da Marco Grappeggia 


domenica 28 ottobre 2012

La Banca IFIS factoring finanzia le imprese


L’accesso al credito è sempre più difficile e gli imprenditori devono essere intelligenti ad utilizzare gli strumenti finanziari presenti sul mercato abbinandoli alle diverse esigenze aziendali. Banca IFIS finanzia le aziende anticipando i crediti commerciali, che vantano nei confronti dei clienti, imprese e pubblica amministrazione.

Non importa se l‘azienda è piccola ed ha un patrimonio limitato con un “rating” basso: Banca IFIS valuta il lavoro dell’imprenditore ed i suoi crediti commerciali anticipandoli tramite lo strumento tecnico del factoring offrendo altre importanti garanzie come:- una disponibilità finanziaria immediata;

- la gestione dei crediti;
- una consulenza per le attività di valutazione ed amministrazione del portafoglio clienti;
- risposte chiare e veloci;

Tutto questo con l’obiettivo di generare effetti positivi nella gestione finanziaria della azienda, e in effetti IFIS è l’unica banca in Italia specializzata nella filiera del credito commerciale, del credito finanziario di difficile esigibilità e del credito fiscale.


martedì 9 ottobre 2012

FESTIVAL NAZIONALE DEL RISOTTO ITALIANO BIELLA FIERE dal 27 ottobre al 4 novembre 2012


Edoardo Raspelli lunedì a Torino, nella Sala Multimediale della Regione Piemonte, ha presentato il Festival Nazionale del Risotto Italiano che si svolgerà a Biella-Gaglianico nella struttura espositiva Expobinove. L'evento ha lo scopo di promuovere, in Italia e all'estero, le peculiarità e le eccellenze enogastronomiche e turistiche dell'Alto Piemonte dove si concentra il novanta per cento della produzione risicola italiana, prima in Europa per quantità e al mondo per qualità e varietà. 

Il risotto (numerose varietà degustabili nell'arco di nove giorni) è il frutto della chimica straordinaria che si realizza nell'incontro, nella mirabile fusione, nell'amalgama di un cereale con caratteristiche uniche al mondo, con gli ingredienti, i prodotti, le eccellenze gastronomiche ed enologiche dell'Alto Piemonte, che rendono questo territorio unico al mondo per la realizzazione di un "piatto" che tutti ci invidiano, e che solo qui, con la sapienza e la cultura antica di produttori e cuochi del territorio, tocca vertici inarrivabili. 
Il risotto dell'Alto Piemonte diventa dunque un progetto che muove lungo più direttrici, ispirato ai principi raspelliani di Terra, Territorio e Tradizione, e che si prefigge lo scopo di valorizzare e diffondere patrimoni enogastronomici che possono diventare uno dei volani di una ripresa che non può essere soltanto fondata sulle attività manifatturiere territoriali in crisi.

Postato  da Marco Grappeggia 

giovedì 4 ottobre 2012

PRESENTAZIONE del PDL N 288 “NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AGRITURISMO E DI ATTIVITÀ CONNESSE ALL'AGRICOLTURA”, GIAN LUCA VIGNALE PRIMO FIRMATARIO


È stata presentata oggi in sala Viglione del Consiglio regionale del Piemonte, la proposta di legge regionale n. 288 “Nuove disposizioni in materia di agriturismo e di attività connesse all'agricoltura”, Gian Luca Vignale, presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale, primo firmatario.

Alla presentazione sono intervenuti Maria Chiara Bellino - segreteria Regionale Terranostra – Col diretti, Paolo Bertolotto - segretario di Agriturist Piemonte - Confagricoltura , Pieralgelo Cena - presidente Associazione Turismo Verde Piemonte., Roberto Ercole - presidente CIA Piemonte.

La proposta di legge è il frutto di un tavolo di lavoro, durato oltre un anno e istituito dal consigliere regionale Vignale con tutte le associazioni rappresentative degli operatori agrituristici e agricole. Gli incontri erano finalizzati alla redazione di una proposta di legge in grado di garantire una corretta e qualificata valorizzazione delle aziende agrituristiche, e contemporaneamente regolamentare tutte le attività connesse all'agricoltura, quali la vendita dei prodotti tipici, pescaturismo, ittiturismo, fattorie didattiche, agricoltura sociale e agriturismo venatorio, e soprattutto il turismo rurale, sempre più importante in Piemonte.

Le attività agrituristiche della nostra regione sono in continua evoluzione e sono diventate, nel corso degli anni, un’importante risorsa per attività lavorative, creative e dinamiche.
Di fronte a questi cambiamenti, però, la Regione Piemonte è rimasta ferma a una normativa che risale ormai al 1995 (l.r. 23 marzo 1995 n. 38, Disciplina dell’agriturismo). Diversamente, a livello nazionale, sono stati effettuati significativi passi in avanti grazie al d. l. 29 marzo 2004, n. 99 (Disposizioni in materia di soggetti e attività, integrità aziendale e semplificazioni amministrativa in agricoltura), con le modifiche di cui al d.lgs n. 101/05, che tra le varie innovazioni, introduce anche la figura dell’Imprenditore agricolo.

In quindici anni la condizione dell'imprenditoria agricola e le necessità del consumo sono profondamente mutate, per questo la necessità di un aggiornamento della normativa regionale era quindi impellente e inderogabile da un punto di vista non solo normativo ma anche operativo: agricoltori e associazioni da tempo chiedevano un aggiornamento in questa direzione.
Con questi obiettivi e con un lavoro di forte condivisione è stata costruita la proposta di legge, regionale n. 288 “Nuove disposizioni in materia di agriturismo e di attività connesse all'agricoltura”, presentata in Consiglio Regionale lo scorso 12 agosto.
Tra i punti fondamentali della proposta di legge vi è il riconoscimento e la valorizzazione di tutte le attività agrituristiche, intesi come strumenti di organizzazione e valorizzazione del territorio, e quindi come fonti di economia e lavoro, oltre che di conservazione e tutela dell’ambiente e conservazione del patrimonio rurale.

Per la prima volta in Italia, viene introdotto l’obbligo di apportare nella preparazione e nella somministrazione di pasti e bevande una quota di prodotto proveniente da aziende agricole regionali piemontesi non inferiore all’85% di cui proprio almeno il 25%.
Altre novità sono la regolamentazione in legge (per la prima volta nella nostra regione) dei pescaturismi, ittiturismi, fattorie didattiche e agricoltura sociale. Viene data la possibilità agli agricoltori di seppellire gli animali, in spazi del proprio terreno dedicati e secondo le norme di legge.
Un altro aspetto importante è che, nel calcolo della prevalenza, viene data la possibilità all’imprenditore agricolo di scegliere tra il tempo/lavoro e la Produzione Lorda Vendibile (PLV) annua.
Inoltre, introducendo una specifica forma di agriturismo, denominata “ospitalità rurale”, l’imprenditore agricolo professionale (IAP) potrà dare ospitalità liberamente a fronte di un limite massimo di 10 coperti o 10 posti letto.
Per quanto riguarda, invece, gli alloggi agrituristici, la proposta di legge elimina il numero massimo di coperti per i pranzi e stabilisce la capacità ricettiva massima di 25 posti letto, nel computo dei quali non sono conteggiati i bambini sotto i 12 anni.
Agli agriturismi montani, se l’attività è condotta con carattere di stagionalità, viene data la possibilità di utilizzare la cucina per la somministrazione dei pasti a un massimo di 20 persone. Inoltre gli agriturismi oltre 1000 metri di altezza possono utilizzare camerate con letti a castello fino a un massimo di 35 posti.
Infine si regolamenta il commercio dei propri prodotti agricoli, ampliandolo e rendendolo trasversale (a domicilio, itinerante, in spazi pubblici, online).
“'Questa proposta di legge – spiega Gian Luca Vignale, estensore della proposta di legge - per la prima volta in Piemonte e in Italia norma non solo le attività agrituristiche ma tutte quelle connesse all’agricoltura, intese come strumento di valorizzazione e promozione del nostro territorio e delle sue tradizioni”.
“L’ augurio è ora che – prosegue Vignale - come anche richiesto dalle associazioni di settore, il testo di legge, peraltro già sottoscritto da molti colleghi, inizi al più presto l'iter di approvazione in Consiglio, per dare dopo tanti anni di attesa una risposta ai tanti imprenditori agricoli che ce lo chiedevano e portare la nostra regione ad esser un esempio di ammodernamento anche in questo settore”. "Intendo esprimere grande soddisfazione - dichiara Pierangelo Cena, Presidente Turismo Verde (CIA) - per una proposta di legge che risponde all'esigenza ormai impellente di un adeguamento legislativo rispetto alla legge del 95. Allo stesso tempo, ribadisco che l'associazione che rappresento non ha nè l'arroganza nè la pretesa di sapere che cosa è meglio per le aziende nostre associate. Ritengo pertanto sia nostro dovere portare avanti con fermezza tutte le istanze che verranno via via proposte".


Postato  da Marco Grappeggia 

martedì 2 ottobre 2012

Ricerca, Innovazione e Sviluppo. Per la crescita.



Si terrà il 4 ottobre 2012, ore 12.00 la presentazione del nuovo portale innovitalia.net presso la Sala Aldo Moro – Ministero degli Esteri, Piazzale della Farnesina, 1 - Roma

Innovitalia è un una piattaforma digitale, accessibile anche da dispositivi mobili, che crea una rete di contatti tra scienziati, ricercatori, istituzioni e imprese.

Innovitalia, basata sul crowdsourcing ed articolata in aree di discussione tematiche, è uno spazio virtuale di aggregazione, condivisione e confronto di talenti scientifici e eccellenze italiani. L’obiettivo è facilitare, in modo interattivo, la circolazione di idee e informazioni su programmi e opportunità.

Innovitalia è il frutto del lavoro di una Task Force composta da esponenti del mondo scientifico, guidata dal Ministero degli Esteri e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e Ricerca. Il 17 aprile 2012 durante il convegno ‘Gli scienziati italiani nel mondo e la crescita del Paese, i Ministri Terzi e Profumo hanno lanciato l’idea di una piattaforma per favorire l’integrazione tra gli scienziati all’estero e ottimizzare le sinergie tra ricerca e produzione, per la crescita. Grazie al contributo di CrowdEngineering, www.innovitalia.net è ora online, senza costi per i due Ministeri, ed è anche un’applicazione disponibile per smartphone e tablet grazie al contributo di Rai Educational.

L’innovazione è la chiave della crescita. La conoscenza è una ricchezza intangibile. Puntare sulla qualità del progresso tecnologico significa stimolare un ambiente più favorevole all’innovazione, migliorando le interazioni tra scienziati, istituzioni e imprese.

Intervengono:

Giulio Terzi, Ministro degli Esteri
Francesco Profumo, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e Ricerca
Silvia Calandrelli, Direttore di Rai Educational
Gioacchino La Vecchia, Direttore di Crowdengineering

Modera:
Carlo Antonelli, Direttore di Wired
L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito www.esteri.it


Postato da Marco Grappeggia 

domenica 30 settembre 2012

L’ASSESSORE CLAUDIO VIOLINO A TRIESTE NEXT: «LA NOSTRA AGRICOLTURA DEVE COMPETERE SULLA QUALITÀ»

Trieste, 30 settembre 2012 - «La nostra agricoltura deve competere sulla qualità. È inutile infatti cercare di competere con le grandi agricolture estensive, introducendo anche le produzioni Ogm, perché saremmo sconfitti in partenza. Piuttosto, dobbiamo puntare sulla qualità e sull’identità delle nostre produzioni locali».

È quanto affermato dall’assessore alle Risorse Rurali, Agroalimentari e Forestali della Regione Friuli Venezia Giulia Claudio Violino, nel suo intervento nel corso della giornata conclusiva di Trieste Next, il Salone Europeo dell’Innovazione e della Ricerca Scientifica.

Violino, tra gli ospiti dell’incontro Eccellenze territoriali, visioni globali tenutosi presso la Sala Imperatore dello Starhotels Savoia Excelsior Palace, ha puntato l’attenzione della sala sul futuro del settore agricolo e sul ruolo nuovo che questo deve assumere nel sistema economico. Con uno sguardo sempre più rivolto ai mercati internazionali.

«La globalizzazione – ha continuato – è di certo un’occasione per rilanciare l’identità dei territori». In che modo? «Sfruttando Internet al massimo per esaltare prodotti locali e tipicità». L’assessore si è soffermato sull’approccio innovativo necessario. «All’agricoltura si chiedono cibi controllati e qualità – ha concluso Violino - ma soprattutto il mantenimento di un territorio che abbia un valore non solo produttivo, ma anche residenziale e turistico».

Per informazioni:
Nordesteuropa-Trieste Next
Roberta Benedetto - Ufficio stampa
tel. 049 8757589
m. 348 2117189
email: ufficiostampa@nordesteuropa.it

 Postato da Marco Grappeggia

venerdì 28 settembre 2012

HELGA NOWOTNY A TRIESTE NEXT: «L’ITALIA HA OTTIMI RICERCATORI. MA SERVONO PERMEABILITÀ DELLE ISTITUZIONI, INNOVAZIONE ECOLOGICA, SISTEMI DI RICERCA»

La presidente del Consiglio europeo della ricerca apre la giornata inaugurale del Salone Europeo dell’Innovazione e della Ricerca Scientifica, in programma fino a domenica 30 nel capoluogo giuliano. Confronto con Diana Bracco e Stefano Fantoni sulle nuove politiche europee per la ricerca

Trieste, 28 settembre 2012 - «In Italia avete ottimi ricercatori che stanno raggiungendo livelli superiori alle medie europee, ma servirebbero maggiore permeabilità delle istituzioni, innovazione ecologica, sistemi di ricerca».

Lo ha affermato Helga Nowotny, presidente del Consiglio Europeo della Ricerca (CER), che oggi pomeriggio ha aperto la prima edizione di Trieste Next, Salone Europeo dell’Innovazione e della Ricerca Scientifica, in programma fino a domenica 30 settembre nel capoluogo giuliano. La Nowotny ha tracciato il quadro della ricerca a livello europeo. «Il CER ha finanziato 3102 progetti fino al 2012, con un tasso di successo medio del 12%. Un quinto dei ricercatori finanziati è donna. Dal 2007 l’Italia ha presentato 4512 progetti, di cui 189 finanziati, soprattutto starters (il 38% di donne), ma anche progetti di ricerca avanzata (19%). Il soggetto che ne ha proposti di più è il Cnr, seguito dall’Università La Sapienza di Roma. Nel futuro del CER c’è una proposta di bilancio di 15 miliardi di euro per i prossimi 7 anni».

L’evento inaugurale di Trieste Next - che per tre giorni proporrà 150 eventi in 28location che animeranno Trieste dal mattino alla sera inoltrata e che vedranno protagonisti più di 200 relatori, tra ricercatori e studiosi, imprenditori e esponenti istituzionali, ha visto il Teatro Verdi gremito. L’intervento della Nowotny è stato preceduto dai saluti dei promotori del Salone.

«Con Trieste Next - ha detto il sindaco di Trieste Roberto Cosolini - la città si riappropria di un grande evento, che è anche una grande festa che coinvolge tutta la comunità. Le tre giornate del Salone offrono, inoltre, la possibilità di far conoscere a tutti il sistema di alta formazione e ricerca che caratterizza il nostro territorio, qui quotidianamente lavorano e collaborano tante realtà scientifiche ognuna con un'elevata propensione internazionale. Trieste, in questi giorni, diventa sede di scambio di idee, di progetti per il futuro, di competenza e di conoscenza al servizio della comunità e del mondo dell’impresa. Abbiamo dato vita a una rete di relazioni molto ampia con al centro la parola innovazione, caratteristica fondamentale per restituire competitività al nostro paese». «Questo evento – ha spiegato il rettore dell’Università di Trieste Francesco Peroni – rappresenta per la città una pagina nuova che fa venire fuori il meglio del dna triestino. Fattore che assume una valenza particolarmente urgente in una fase storica che richiede di mettersi in gioco con ciò di cui si è realmente padroni, senza chiudersi ciascuno nella propria esperienza. La rete che ha costruito Trieste Next garantisce poi un’autorevolezza politica che la città può giocare a livello nazionale. Dal nostro punto di vista la centralità della ricerca scientifica è sempre e ancora più strategica».

«Venezia e il Nordest - spiega Filiberto Zovico direttore di Trieste Next - aspirano a diventare la Capitale Europea della Cultura 2019. Nell'ambito di questa prospettiva Trieste ha scelto di diventare il polo di riferimento della ricerca scientifica e della costruzione di un nuovo rapporto tra ricerca e impresa. Trieste Next nasce quindi proprio per determinare nuove basi per la competitività delle imprese e del territorio, puntando sui giovani, sulla conoscenza e sulla costruzione di reti di relazioni a livello nazionale ed internazionale soprattutto verso i Paesi di quella Nuova Europa di cui il Nordest è la porta di accesso». La Presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, ha definitoTrieste Next una straordinaria esperienza di altissimo rilievo per la città e il territorio di Trieste, grazie alla quale si è potuto dimostrare che l’intera città, e quindi non solo le istituzioni pubbliche e di ricerca, vive in maniera diretta la scienza. «Siamo maturi - ha concluso la presidente Poropat - per proporci con le nostre eccellenze: la ricerca scientifica fa parte del tessuto del nostro territorio».

È seguito il dibattito sul tema Le nuove politiche europee della ricerca che ha visto confrontarsi la Nowotny, Diana Bracco vice presidente vice presidente Confindustria con delega alla Ricerca e Innovazione e presidente Expo 2015 nonché tra i presidenti onorari del Comitato Scientifico del Salone e Stefano Fantoni presidente Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) moderati dal direttore de Il Piccolo Paolo Possamai.

«La ricerca libera è fondamentale per trovare dei filoni nuovi - ha detto Diana Bracco - ma certamente le imprese devono poi fare i conti con anni di investimento prima di arrivare ad avere dei risultati. Ci sono temi che deve portare avanti il sistema pubblico se vuole avere un paese protagonista nella ricerca. Nel momento in cui riapriranno il tema credito d'imposta, devono dare un segnale distintivo sulla collaborazione tra ricerca e industria, è un forte incentivo. L’obiettivo è quello di creare il ruolo del ricercatore industriale, che passi per alcuni periodi dall'università all'industria. Trieste è una città di frontiera – ha concluso – e con questo evento ha alzato l’asticella». E, riferendosi alla questione bonifiche, «trovo che l'Italia non abbia lungimiranza nel salvaguardare i siti industriali. Non possiamo dire che il manifatturiero è quello che traina e poi mandare in difficoltà i siti perché c'é sempre la battaglia sulle bonifiche. Bisogna decidere se si vuole produrre o no».

«Questa è una città che può competere, così come il nostro Paese, con la sfida 2020 - ha affermato Stefano Fantoni - ma soffriamo di sottofinanziamenti alla ricerca e nemmeno il ministro Profumo può negarlo e se un Paese resta sottofinanziato per troppo tempo si instaurano dei processi irreversibili. Abbiamo una qualche difficoltà a fare rete; la capacita di collaborare credo esista, ma da lungo tempo esiste una debolezza italiana in Europa, nella nostra rappresentatività nei contesti giusti e le scelte europee non sono evidenti in Italia come in altre nazioni. Questo non va ascritto ai nostri ricercatori ma a chi queste cose le deve fare. L'Italia - ha concluso - però deve diventare meno individualista e più collaborativa con l’Europa. Dobbiamo imparare a lavorare per essere internazionali davvero, internazionali nell'anima e nelle collaborazioni non con un semplice Erasmus».

«Trieste è sempre stata una città emporio ovvero un luogo di scambio - ha ricordato il direttore de Il Piccolo Paolo Possamai. Oggi si tratta di mettere in circolazione le idee che sono un capitale intangibile, ma essenziale. Tra i torti che la storia ha fatto a Trieste emerge una sorta di condizione isolana, in qualche modo eccentrica rispetto all'Italia. Ma il sistema ricerca triestino è un formidabile capitale per il Paese, che va più intensamente valorizzato. In questo senso, Trieste Next è anche un modo per mettere in connessione laboratori di ricerca e imprese, che di idee innovative hanno bisogno come dell'aria».

La prima giornata del Salone ha proposto una serie di eventi che sono stati seguiti con grande interesse e hanno registrato in molti casi il tutto esurito, soddisfando un pubblico di diverse fasce d’età.

Technology Dating su FOOD&NUTRITION: 350 incontri e 120 partecipanti Il brokerage event dedicato al settore Food&Nutrition è andato avanti per l’intera giornata: un’ordinata sarabanda di trecento e più incontri all’insegna di internazionalità, cooperazione e concretezza, tra imprese, centri di ricerca e università. È stato alto il tasso di gradimento dei partecipanti al Food&Nutriotion Technology Dating di AREA Science Park, appuntamento organizzato nell’ambito della rete Enterprise Europe Network. Molto i semi di progetti comuni gettati nei settori della nutraceutica, della diagnostica alimentare, del miglioramento della qualità dei cibi, dei metodi di conservazione e altro. “Una formula da ripetere” hanno detto in molti alla fine degli incontri. “Una collaborazione con il sistema scientifico di Trieste che comincia oggi e si rafforzerà di certo” è stato il commento finale di Petros Maragkoudakis del Joint Research Centre dell’Unione Europea.

Tutto esaurito per la “cena con l’astronauta” Samantha Cristoforetti Il pubblico di Trieste Next ha avuto anche l’occasione di incontrare l’astronauta Samantha Cristoforetti dell’Agenzia Spaziale Europea ESA, nell’incontro organizzato da CBM-Centro di Biomedicina Molecolare di Trieste, e scoprire ogni particolare della vita su una stazione spaziale internazionale. Per gli astronauti, i cui corpi vengono sottoposti ad altissimo stress dalla mancanza di gravità e dalla privazione di aria fresca e del naturale ciclo giorno-notte, l’alimentazione rappresenta un elemento fondamentale per tenere sotto controllo l’equilibrio psicofisico individuale. Gli alimenti vengono scelti ovviamente secondo criteri molto lontani da quelli terrestri, quindi fondamentale è, ad esempio, la consistenza di un alimento, che se friabile renderebbe impossibile l’assunzione: pensiamo ad un crackers che si frantuma in mille pezzi in un ambiente privo di gravità. Scopriamo anche che si sono fatti molti miglioramenti sul piano dell’appetibilità del cibo, proprio perché molti astronauti in orbita perdono istintivamente l’appetito perdendo peso. Scopriamo che anche nello spazio però qualche sfizio ce lo si può permettere e che si possono portare cibi che si mangiano e comprano quotidianamente nei supermercati terrestri: noccioline e snack non si negano a nessuno.

Tra gli altri protagonisti nelle prossime giornate di Trieste Next, per citarne solo alcuni, ci saranno Roger Beachy già consulente del presidente Usa Barack Obama sul tema Ogm, Nick Davidson vice segretario generale Ramsar Convention, Cameron Neylonbiofisico e sostenitore della scienza a portata di tutti, il ministro Francesco Profumo, la virologa Ilaria Capua, il giornalista Davide Paolini, gli imprenditori e managerGiuseppe Bono, Roberto Brazzale, Alberto Bauli, Elena Zambon, Matteo Zoppas, gli artisti Mario Brunello, Fabrizio Gifuni, Marco Paolini.

Il programma completo di Trieste Next, con biografie e foto dei relatori, è disponibile sul sito www.triestenext.it. Aggiornamenti quotidiani sulla pagina Facebook di Trieste Next, LinkedIn e attraverso Twitter (#triestenext; #savethefood). La partecipazione agli incontri è ingresso libero, tranne ove diversamente specificato. I posti in sala sono limitati: per avere garanzia di accesso è sufficiente registrarsi suwww.triestenext.it. Trieste Next è promosso da Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste e Nordesteuropa Editore, con il contributo di Fondazione CRTrieste. Copromotori: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Camera di Commercio di Trieste, AREA Science Park, SISSA-Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, Comitato di candidatura “Venezia Nordest capitale Europea della Cultura 2019”. Main Partner: Telecom Italia. Supporter: Gran Moravia. Media Partner: La Repubblica Affari & Finanza, Il Piccolo, Radio 24, Le Scienze, Ansa, ICMoving Channel, Osservatorio Balcani e Caucaso.

Presidente del Comitato Scientifico: Francesco Peroni, rettore Università degli Studi di Trieste

Presidenti onorari: Diana Bracco, Corrado Clini, Margherita Hack.