mercoledì 25 settembre 2013

CRESCE IL NUMERO DI PAGAMENTI ELETTRONICI IN ITALIA

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Nel 2012 è cresciuto il numero delle operazioni effettuate con strumenti di pagamento alternativi al contante (+4.2% sul 2011). Diminuisce il numero di carte di credito in circolazione (-4.5%), mentre cresce quello delle carte di debito (+5.5%) e delle carte prepagate (+34.2%), che si confermano importante strumento di inclusione finanziaria. In netto calo il numero di carte rateali/opzione in circolazione (-23.2%).

​L’Italia continua a caratterizzarsi per un trend di continua, seppur lenta, diffusione degli strumenti di pagamento alternativi al contante. Infatti, nel corso del 2012 il numero dei pagamenti effettuati con strumenti diversi dal contante è cresciuto del 4.2% (in linea con il 3.9% del 2011), mentre l’importo complessivo delle transazioni è diminuito del 2.7% rispetto all’anno precedente (+2.2% nel 2011). Queste le principali evidenze della undicesima edizione dell’Osservatorio sulle Carte di Credito realizzato da Assofin, CRIF Decision Solutions e GfK Eurisko, presentato a Milano.

Le carte di credito

Nel corso del 2012 le carte di credito in circolazione continuano a diminuire (-4.5% rispetto al 2011), un calo più contenuto rispetto al -12% registrato nel 2011 e collegato a processi di razionalizzazione intrapresi sia dagli intermediari finanziari sia dalle famiglie. Il numero delle transazioni effettuate ha fatto registrare un incremento del 3.7% nel 2012, riprendendo il trend di crescita interrotto con la leggera flessione (-0.3%) rilevato tra il 2010 e il 2011.

Il valore medio delle transazioni effettuate con carta di credito si è attestato nel 2012 intorno ai 93 euro, contro i 95 euro del 2011 e i 97 euro del 2010. Il dato, unitamente alla costanza dell’importo medio delle transazioni su POS con carte di debito, conferma un comportamento di utilizzo della moneta elettronica da parte dei consumatori anche per acquisti di importo contenuto.

Al contrario, nel 2012 continua a crescere il numero di carte di debito in circolazione (+5.5% rispetto all’anno precedente).

Le carte prepagate

Continua a crescere anche la diffusione delle carte prepagate, a conferma del loro ruolo di strumento di inclusione finanziaria (+32.4% nel 2012 rispetto al 2011, anno in cui la crescita era stata del 14.9%). Tale diffusione è stata accompagnata anche da una crescita nell’utilizzo, con un +25.9% per il numero di transazioni e un +30.6% per quanto riguarda il valore delle operazioni. Il trend di crescita del numero medio di operazioni per carta subisce invece una flessione (-4.9% sul 2011), mentre continua l’incremento dell’importo medio delle transazioni, nel 2012 pari a 66 euro (contro i 64 euro del 2011 e i 63 euro del 2010).

Le carte rateali e opzione

Il numero di carte rateali/opzione in circolazione ha fatto registrare nel 2012 un ulteriore rallentamento, con un deciso -23.2%. Tale ridimensionamento è dovuto anche alla riduzione delle nuove emissioni (-8.3% nel 2012, sebbene meno incisiva rispetto agli anni precedenti), cui hanno concorso da un lato le strategie di collocamento più selettive e mirate da parte degli operatori al fine di contenere la rischiosità dei portafogli, dall’altro il provvedimento dell’Organo di Vigilanza del 2010, che ha impattato fortemente sul collocamento di tale strumento. Il comparto nel suo complesso mostra un peggioramento dei flussi finanziati (-2.3%) nei primi sei mesi del 2013, dovuto all’ulteriore flessione delle carte rateali (-13.4%), che conferma il prudente atteggiamento del riscorso al credito da parte dei consumatori. Si conferma anche il graduale spostamento del mercato verso le carte opzione, spesso non utilizzate nella modalità di rimborso rateale, che fanno registrare una debole crescita dei flussi transati (+0.2%). I titolari, infatti, mostrano una forte preferenza per tale tipologia di carta, con la quale effettuano quasi 9 operazioni su 10 (87%).

La diffusione territoriale

Secondo l’Osservatorio Assofin-CRIF Decision Solutions-GfK Eurisko, a maggio 2013 non si sono registrate particolari variazioni nella diffusione territoriale rispetto allo stesso periodo del 2011.

Le carte a saldo hanno la loro maggiore diffusione in Lombardia (23.6% del totale nazionale), nel Lazio (11.5%) e nel Veneto (9.3%). In fondo alla classifica troviamo invece la Valle d’Aosta (0.2%), il Molise (0.3%) e la Basilicata (0.7%), evidentemente condizionate dalla numerosità della popolazione residente. Anche per la diffusione delle carte rateali si conferma il primato della Lombardia (14.0% del totale nazionale), seguita dal Lazio (11.3%) e dalla Sicilia (11.1%). Diffusione assai modesta, invece, in Basilicata (0.6%), Molise (0.5%) e Valle D’Aosta (0.2%).

La rischiosità del mercato delle carte

Relativamente al livello di rischiosità delle carte di credito, a maggio 2013 si riscontra per le carte a saldo un tasso di sofferenza medio nazionale pari al 2.4%. Per quanto riguarda le carte rateali, invece, si è attestato al 9.0%.

L’analisi della domanda di carte

Per quanto riguarda la domanda, il profilo dei titolari di carta di credito che emerge dall’Osservatorio Assofin-CRIF Decision Solutions-GfK Eurisko rimane centrato sui segmenti più elitari e di maggiore solidità finanziaria. La congiuntura economica non favorevole ma anche la scarsa percezione differenziale della carta di credito, rispetto ad altri strumenti di pagamento, non ne favoriscono la diffusione presso segmenti di popolazione più mediana tuttavia potenzialmente interessanti. Anche il portafoglio carte non mostra particolari variazioni: si conferma la prevalenza di mono-titolari con, nella quasi totalità dei casi, una carta base, mentre le carte premium (oro e platino) restano minoritarie anche tra i pluri-possessori. Per gli operatori del settore emerge, ancora una volta, la necessità di un’adeguata attività di valorizzazione del prodotto, anche attraverso strategie di comunicazione mirate.

L’analisi dell’offerta e le tendenze in atto

Per quanto riguarda il mercato, molti istituti finanziari hanno dotato le carte del proprio portafoglio con la nuova tecnologia contactless, che consente il pagamento senza bisogno di strisciata o inserimento del codice pin: per pagare basta avvicinare la carta di credito al terminale POS e in pochi secondi la transazione viene registrata. Inoltre, tra gli strumenti di pagamento si mantiene forte la preferenza degli italiani per le carte prepagate, grazie allo sviluppo del mercato e-commerce, un ambito in cui questa tipologia di carta è percepita come la più sicura. Un altro fattore decisivo nella diffusione delle carte prepagate è rappresentato dalle carte conto (che offrono funzionalità aggiuntive simili ad un conto corrente, come ad esempio ricevere ed effettuare bonifici), che ormai tante banche hanno emesso nel nostro Paese.

Un ulteriore elemento che sta caratterizzando lo sviluppo del mercato è la tecnologia Nfc (Near Field Communication) e i conseguenti pagamenti mobile: lo smartphone si trasforma in carta di credito e il sistema automaticamente addebita la spesa sul conto corrente del consumatore. In questo scenario di crescita l’Italia potrebbe rappresentare la capofila della “rivoluzione” del pagamento: nel nostro Paese sono infatti presenti due milioni e mezzo di telefonini dotati di questa tecnologia che rappresentano una “infrastruttura” dalle grandi potenzialità di crescita.

I fattori che influenzano la diffusione delle carte di pagamento

L’Osservatorio, infine, ha dedicato un approfondimento monografico ai fattori che influenzano la diffusione delle carte di pagamento.

Uno dei principali è legato fondamentalmente alle condizioni strutturali dell’offerta, come la diffusione di postazioni POS e ATM, che ne determina il grado di accessibilità e fruibilità. Un altro elemento rilevante è, invece, di natura socio-culturale: la preferenza da parte degli italiani per il contante, che risulta anche collegata a valori macroeconomici quali il PIL e l’indice di concentrazione del reddito. In generale, un maggior benessere economico e una maggiore distribuzione del reddito favoriscono l’utilizzo della moneta elettronica. Accanto a questi fattori ne esistono altri, alcuni più legati alla congiuntura economica, altri alle peculiarità socio-culturali della domanda italiana.

Il passaggio della crisi da finanziaria a reale e l’ampio processo di mutazione sociale in cui si è innestata hanno, innanzitutto, generato un nuovo approccio al consumo e alla gestione delle proprie risorse. In questo ambito i prodotti/servizi in generale e gli strumenti di pagamento elettronici in particolare acquistano valore nella misura in cui sono in grado di potenziare le capacità dell’utilizzatore, facilitando e semplificando i processi/percorsi d’uso. Cresce nel contempo, sempre nell’ottica di ottimizzazione delle risorse (scarse) l’attenzione al reale valore dei prodotti/servizi e il trade off, ovvero la scelta tra diverse alternative possibili sulla base del valore che l’individuo attribuisce a ciascuna.

La società italiana resta, infine, ancora molto legata all’uso del contante. Questo fenomeno si coglie anche presso i titolari di carte di pagamento elettronico (di credito e/o debito), che avrebbero già a disposizione uno strumento alternativo per effettuare le proprie spese. Sempre nell’ambito delle specificità culturali della domanda il capitolo monografico dell’Osservatorio affronta poi il delicato tema della tracciabilità dei pagamenti, nella duplice accezione di controllo interno (da parte dell’individuo), e quindi di ottimizzazione della gestione della spesa, e di quello esterno di tipo “fiscale”.

Autore della pubblicazione:
Andrea Maurizzi
Responsabile pubblicazioni
CRIF


sabato 17 agosto 2013

Nuovo corso gratuito Enterasys sulle reti wireless



Il corso si svolgerà il 18 agosto e consentirà agli studenti di acquisire le nozioni fondamentali sulle tecnologie di networking.

Enterasys Networks, la società di Siemens Enterprise Communications Group che si occupa di sicurezza e infrastruttura di rete, comunica la data del nuovo corso sulle reti Wi-Fi, nell’ambito della propria iniziativa di approfondimenti tecnologici MOOC, specificatamente orientata agli studenti universitari.

Il Corso, si svolgerà il prossimo 18 agosto e avrà come titolo “Elementi di base sulle reti wireless” e sarà composto da 9 moduli, quali:
Modulo 1: Utilizzare le onde radio per trasmettere le informazioni
Modulo 2: Inviare le informazioni in modo efficace
Modulo 3: Wireless LAN Caratteristiche 1
Modulo 4: Wireless LAN Caratteristiche 2
Modulo 5: Protocolli di base
Modulo 6: Protocolli avanzati
Modulo 7: Antenne e trasmissioni
Modulo 8: Autenticazione e crittografia
Modulo 9: Roaming
Per partecipare al nuovo corso, basta accedere alla pagina http://u.enterasys.com e completare il modulo di iscrizione con l’autenticazione in Twitter.

Informazioni sull’iniziativa MOOC di Enterasys Enterasys ha presentato lo scorso 17 giugno una serie di corsi online, il Massive Open Online Course (MOOC), improntati su diverse tecnologie di networking e comunicazione.

Si tratta di un ambiente di insegnamento “on line”, flessibile e aperto a tutti gli studenti a livello internazionale, che fornisce una formazione esaustiva nel comparto delle tecnologie di rete, senza alcun costo per gli studenti interessati. I corsi, forniscono competenze in settori tecnologici chiave, quali le reti di dati IP, le tecnologie di sicurezza e tutte le aree in costante crescita all'interno del settore wireless.

A differenza di altre iniziative simili, il programma di Enterasys lascia che sia lo studente stesso a impostare il proprio ritmo di apprendimento, programmando i moduli di formazione settimanali che più lo soddisfano. Lo scorso 30 giugno si è svolto il primo corso MOOC denominato “Fondamentali di networking”, un corso che ha ricevuto un ottimo riscontro in tutto il mondo, con particolare riferimento alla regione Southern EMEA e che ha visto una partecipazione pari al 34% del totale degli alunni in target. Questo corso è ancora disponibile per coloro che desiderano seguirlo e si concluderà a metà agosto.

lunedì 12 agosto 2013

PRODUZIONE INDUSTRIALE A UN PUNTO DI SVOLTA?

Non v'è chi non veda la produzione industriale in caduta libera negli ultimi 10 anni: il crollo delle aziende italiane tra il 2002 e il 2012 e' stato del 17,8%. Rispetto al 2007, ultimo anno prima della crisi, il risultato del 2012 peggiora ulteriormente scendendo al -20,7%. E' quanto emerge dai dati contenuti nelle tabelle dell'Istat sull'attivita' delle imprese industriali, elaborate dall'Adnkronos. 
Eggià, le attivita' manifatturiere, in un decennio, hanno ridotto la produzione industriale del 19,4% e, negli ultimi 5 anni, del 21,3%. 
Tornando ai numeri della produzione industriale, nel complesso, c'e' stato un leggero incremento degli ordinativi che, in 10 anni, sono aumentati dell'1,6% mentre c'e' stata una contrazione del 18% rispetto a cinque anni prima. 
Anche il fatturato segna un forte calo nell'ultimo periodo (-8,8%), mentre dal confronto con il 2002 emerge un incremento del 9,4%.
Segnali negativi arrivano anche dal lavoro con l'occupazione nelle grandi imprese che, rispetto al 2002, e' diminuita del 16,2%. 
L'analisi anno per anno evidenzia che il calo e' stato continuo e costante, senza impennate nel periodo della crisi. Si riducono anche le ore lavorate per dipendente, che segnano un calo dell'1,4%.Non conosce segni negativi, invece, il costo del lavoro che dal 2002 al 2012 aumenta del 34,7% per dipendente. 
Ricapitoliamo: 
Per i big dell'industria gli ordini poco o nulla, il fatturato pure; riducono l'occupazione del 16,2 e pure le ore lavorate. 
Già, c'è però un + 34 per dipendente. Si, ma finisce quasi per intero sulle retribuzioni lorde per dipendente che nello stesso periodo registrano un +34,6%. 
Fiuuuuu: quell'aumento va tutto in cuneo; insomma per rifocillare, si fa per dire, quello Stato in spending review.
Essipperchè, nel frattempo i salari reali sono rimasti al palo in Italia negli ultimi 20 anni. Lo dice l’Istat nel suo rapporto annuale. "Tra il 1993 e il 2011 spiega le retribuzioni contrattuali mostrano, in termini reali, una variazione nulla, mentre per quelle di fatto si rileva una crescita di quattro decimi di punto l’anno".
Appunto, quattro decimi di punto e l'inflazione quanti decimi ha sottratto a quegli aumenti? 
Beh, lasciamo perdere!
Non lasciamo perdere: negli ultimi due decenni, evidenzia il rapporto, "la spesa per consumi delle famiglie è cresciuta a ritmi più sostenuti del loro reddito disponibile, determinando una progressiva riduzione della capacità di risparmio. Complessivamente dal 2008 il reddito disponibile delle famiglie è aumentato del 2,1 per cento in valori correnti, ma il potere d’acquisto (cioè il reddito in termini reali) è sceso di circa il 5 per cento. 
Indipercuiposcia, nel 2012 la spesa media mensile per famiglia è stata pari, in valori correnti, a 2.419 euro, in ribasso del 2,8% rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat, precisando che la spesa è fortemente diminuita anche in termini reali (l’inflazione lo scorso anno era al 3%).
Beh, a conti fatti, si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
Eppure, dal Governo arrivano sprazzi di ottimismo sulla congiuntura economica: “Siamo al punto di svolta del ciclo” dice Saccomanni.
Già, ma a fronte di una spesa aggregata, che quando non decresce langue e disgrega la domanda, come farà a crescere l'economia?


domenica 28 luglio 2013

Adotta a distanza un cane abbandonato. Nuova iniziativa social di IBL Banca a sostegno di Enpa-Ente Nazionale Protezione Animali


IBL Banca promuove nella sua pagina facebook/iblbanca.it la campagna “Adotta a distanza un trovatello Enpa con IBL Banca” per contrastare il randagismo e l’abbandono degli animali, fenomeno che proprio nel periodo estivo tende purtroppo ad aumentare. L’iniziativa si basa sul coinvolgimento dei fan attraverso l’adozione a distanza di cani accuditi nei rifugi dell’Ente Nazionale Protezione Animali e sul passaparola, in modo da sensibilizzare più persone e tenere viva l’attenzione su un tema di interesse pubblico. La modalità di partecipazione è semplice e non prevede contributo economico da parte degli utenti: nella sezione della pagina IBL Banca dedicata all’iniziativa, si clicca su “mi piace”, si sceglie il cane da adottare a distanza tra quelli presentati, si invitano gli amici a partecipare.

Per ogni adesione è IBL Banca a donare 1 euro a Enpa. La condivisione è importante per divulgare l’iniziativa ed incrementare la donazione da parte di IBL Banca, fino a un massimo di 10 mila euro.

Nella pagina facebook/iblbanca.it sono pubblicate le storie e le immagini di cani che oggi vivono nei rifugi dell’Ente, in attesa di essere possibilmente accolti in una vera casa. Non sempre è possibile e per Enpa ed i suoi volontari si rende necessario provvedere direttamente a vitto, cure e alloggio.

Il contributo di IBL Banca per le adozioni a distanza permette quindi di assicurare quanto occorre quotidianamente ai trovatelli sottratti al randagismo, spesso causa di disagi e rischi anche per le persone, con particolare riferimento alla sicurezza stradale. Abbandonare un cane infatti è un gesto crudele che può diventare pericoloso. Enpa, ente no profit, è la più antica associazione italiana di tutela animali, che opera su tutto il territorio nazionale dal 1871, anno in cui fu fondata da Giuseppe Garibaldi. La collaborazione tra IBL Banca e l’Ente Nazionale Protezione Animali è nata nel 2011 con un’iniziativa volta a far conoscere la realtà dei cani ex combattenti e contribuire concretamente al loro mantenimento ed è proseguita con la condivisione, nella pagina facebook/iblbanca.it, di notizie su tematiche legate agli animali ed all’ambiente. La nuova iniziativa conferma l’impegno ad unire le forze e le voci in difesa degli “amici a quattro zampe”.

domenica 21 luglio 2013

Per Banca Popolare Pugliese il primo patrimonio è il personale e Talentia HCM la miglior soluzione per gestirlo

Nata dall'esperienza e dall'aggregazione di istituti di credito del Salento di antica tradizione, Banca Popolare Pugliese è una realtà che oggi conta 96 filiali dislocate tra Puglia, Basilicata e Molise, con 832 dipendenti con all'attivo oltre 100 mila conti correnti. Per mantenere elevata la competitività dei servizi offerti sul territorio, l’istituto bancario ha scelto di puntare sulla competenza, la formazione, la trasparenza e l’aggiornamento costante delle proprie risorse umane. E’ con questo obiettivo che nasce la collaborazione con Talentia Software: tra i fornitori leader in ambito europeo di soluzioni software enterprise dedicate al monitoraggio e alla gestione della performance aziendale, finanziaria e del capitale umano. Al centro del progetto, vi è Talentia HCM: la piattaforma scalabile in grado di offrire un’ampia gamma di funzionalità, fondamentali per permettere di motivare e sviluppare al meglio le performance dei dipendenti.

Ristrutturare il capitale umano: il progetto

La necessità di Banca Popolare Pugliese non si limita solo ad un maggior controllo sui processi, ma consiste anche nella razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse interne, al fine di preservare i posti di lavoro e ridurre al contempo anche i costi di gestione. Con la consapevolezza che focalizzarsi adeguatamente sulla “parte umana” può realmente fare la differenza, nel 2009 parte dunque il progetto di una riorganizzazione radicale e organica. “Le risorse umane sono il primo patrimonio di ogni azienda o organizzazione. Trovare un modello di valutazione quanto più preciso che possa dare all'azienda gli strumenti validi per comprendere come ogni singolo individuo possa collocarsi all'interno della struttura e come il suo livello di competenza e conoscenza sia adeguato al ruolo che ricopre non è affatto un compito semplice. Soprattutto in ambito bancario, più che in altri settori, l’analisi accurata delle performance da un lato e il grado della formazione dei dipendenti dall'altro diventa un aspetto cruciale. Le regole e le normative cambiano in continuazione e siamo quindi obbligati a verificare con regolarità se il nostro personale è adeguato e possiede il “sapere necessario” per svolgere al meglio la propria funzione. In banca si gestisce una merce delicata: il denaro degli altri” sottolinea Davide Mongillo, Responsabile del Personale di Banca Popolare Pugliese.

E’ in questa panoramica che, nel 2012, la Banca investe – ad esempio - in 28 mila ore di formazione per i propri dipendenti; a dimostrazione che la gestione delle risorse umane va ben oltre la mera amministrazione del personale. “Pur non essendo un grande gruppo bancario, la nostra struttura è comunque composta da oltre 800 dipendenti. L’uso della piattaforma di Talentia HCM è stato fondamentale per la riorganizzazione generale. Questo software ci ha permesso con rapidità di inventare e costruire un nuovo modello gestionale completamente tagliato sulle nostre necessità, coinvolgendo in modo appropriato tutti i comparti dell’azienda”, conclude Mongillo.

Le funzioni di Talentia HCM a servizio del talento

Talentia HCM vanta un’architettura completamente modulare e scalabile, capace di adattarsi in modo flessibile ad ogni singola esigenza. Al proprio interno, la piattaforma comprende diversi moduli che monitorano e coordinano le variabili connesse al capitale umano e che, interagendo tra loro in modo dinamico, consentono di avere sempre una visione chiara e attendibile su come le persone si inseriscono e agiscono all'interno dell’organizzazione. In particolare, per il progetto relativo a Banca Popolare Pugliese, uno dei moduli che si è scelto di implementare è Talentia HCM -HR Analytics, che consente di elaborare grafici in grado di visualizzare in modo rapido e accurato gli obiettivi da raggiungere e gli indicatori chiave di performance (KPI) del personale. Una volta aggregati e strutturati tutti i dati sui principali indicatori HR (es. forza lavoro, assenze, dimissioni), HR Analytics rende le informazioni tracciabili, condivisibili e più leggibili. Il risultato finale consiste in una procedura di analisi intuitiva che, grazie ad un utilizzo efficace e strategico dei dati, permette di identificare velocemente i trend principali e le potenziali aree critiche.

Per saperne di più su TALENTIA SOFTWARE (www.talentia-software.it)
TALENTIA SOFTWARE è un gruppo indipendente francese interamente dedicato a soddisfare le performance aziendali sia nella gestione finanziaria che delle risorse umane. Nato nel febbraio 2013 dall'unione di due realtà entrambe leader nei rispettivi segmenti di mercato, il gruppo oggi è un fornitore di soluzioni software d'impresa specializzate nella gestione della performance aziendale e finanziaria (contabilità, consolidamento, reportistica ed elaborazione di bilancio) e del capitale umano (soluzioni HR), area all'interno della quale si posiziona come leader europeo per il Mid Market. L'offerta ruota intorno alla gamma Talentia Finance, Talentia HCM, Talentia Consolidation, Talentia CPM, Talentia Intercompany, Talentia SaaS, Talentia Cloud, Talentia Services. Con circa 430 collaboratori distribuiti in otto paesi, TALENTIA SOFTWARE annovera un portfolio di circa 3700 clienti principalmente in Europa, ma anche negli Stati Uniti, America Latina, Oceania e Africa occidentale. TALENTIA SOFTWARE ITALIA La società italiana TALENTIA SOFTWARE ITALIA, con sede a Milano e Bari, annovera più di 500 clienti. La struttura operativa è composta da 70 persone, tra sviluppatori software, consulenti, staff sales&marketing e area amministrativa, ed è guidata da Marco Bossi, Direttore Generale di TALENTIA SOFTWARE ITALIA.

sabato 13 luglio 2013

domenica 7 luglio 2013

GIRLS IN TECH: 50 IMPRENDITRICI ITALIANE NEL SETTORE HI TECH


Su Girls in Tech-Italy più di 50 imprenditrici dell'hi-tech italiano che stanno lavorando con le loro start-up nel settore mobile, moda, intrattenimento biotech, verde, ingegneria ecc 

Nelle slide seguenti potrete leggere le loro storie e il profilo delle aziende. 

Molte di loro hanno studiato e lavorato all'estero, e ora sono di nuovo in Italia pronte a sviluppare le loro idee di business. Sono fondatrici e co-fondatrici, CEO e CTO, molte sono donne d'affari, altre sono sviluppatrici e designer. Sono donne appassionate e ambiziose, che stanno lavorando duramente per avere successo e cambiare le regole in settori in cui gli uomini spesso detengono i più alti ruoli.
GirlsinTech ha lavorato molto per includere quanti più nomi femminili attivi nel settore hi-tech. 
Questo è il primo elenco: i progetti e i portali presentati sono tutti interessantissimi.