martedì 26 marzo 2013

ACCENTURE: IL VIDEO-COLLAGE PIU' LUNGO DEL MONDO SULL'INNOVAZIONE SOCIALE

E' online il video-collage più lungo mai realizzato con protagonista l’innovazione sociale! Il risultato è semplice, innovativo e di impatto, in linea con la mission della piattaforma partecipativa ideaTRE60.
L’obiettivo del concorso è stato quello di raccogliere il punto di vista della collettività su questo tema: avete partecipato in 73 al concorso Un Attimo di innovazione sociale da tutta Italia (scopri qui la mappa delle idee) inviando 122 video creativi ed emozionanti che lo staff di ideaTRE60 ha montato in questo filmato.

Ma che cos’è l’innovazione sociale? Lo hanno raccontato attraverso l’inclusione, la solidarietà la cooperazione, il rispetto per l’ambiente, la cultura, la cittadinanza attiva e la tecnologia come fattore abilitante per integrare: un collage multiculturale e ricco di spunti.

 

Solidarietà, aiuto per i più bisognosi, mobilità sostenibile, cooperazione, rispetto per l'ambiente, cultura, cittadinanza attiva, tecnologia...questi sono solo alcuni esempi di quello che i partecipanti hanno voluto rappresentare pensando all'innovazione sociale!

La Giuria online era composta, coi comunica la redazione di Gravità Zero, da rappresentanti della Fondazione Italiana Accenture, da esperti della piattaforma di ideaTRE60 e da altri esperti di innovazione sociale e blogger.

In 73 hanno risposto a questa sfida inviando 122 video di due secondi, in cui hanno espresso il proprio punto di vista su ciò che significa al giorno d’oggi ‘innovazione sociale’: un approccio, uno stile di vita, un’immagine, un’idea, oppure un’azione concreta in risposta ai bisogni non ancora espressi della collettività. Bisogni sentiti particolarmente dai più giovani: la maggior parte dei partecipanti al concorso ha, infatti, tra i 25 e i 35 anni.

domenica 17 marzo 2013

Dividendo 6,1% annuo per il leader della banda larga nei paesi emergenti

Dividendo 6,1% annuo e forti prospettive di crescita puntando sul grande sviluppo della banda larga nei paesi emergenti. Nel report di oggi dedichiamo ampio spazio ad un nuovo investimento ad elevato dividendo nel settore wireless che ci permetterà di sfruttare le forti crescite di internet e telefonia mobile nelle nuove grandi economie emergenti mondiali.

Il risultato incerto delle elezioni italiane ha causato ieri un rapido rafforzamento del dollaro, accompagnato da una flessione delle quotazioni a Wall Street, con l’indice S&P500 sceso sotto quota 1500 punti. Nonostante il ribasso, la forza della divisa Usa accompagnata dai buoni flussi di cedole incassate nelle ultime sedute ha fatto segnare ieri un nuovo massimo storico in euro per il nostro modello Top Analisti. Complessivamente, nelle prime tre settimane di febbraio, abbiamo ricevuto un totale di venti dividendi, che hanno portato ad un incremento della liquidità disponibile nel portafoglio per nuovi investimenti. Approfittando dei nuovi flussi di entrate, reinvestiamo il ricavato delle cedole su nuovi titoli ad elevato potenziale, in grado di spingere ulteriormente la rendita del modello per i prossimi mesi, sfruttando il potente effetto dell’interesse composto. In particolare, i buoni dati macroeconomici provenienti dai paesi emergenti, ci spingono ad aumentare l’esposizione verso aziende ben posizionate su questi mercati, in grado di beneficiare direttamente delle crescite superiori di queste aree del mondo. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, entro il 2015 i mercati emergenti potrebbero raggiungere il 40% del Pil mondiale, con un trend di crescita che coinvolge non solo i paesi asiatici ma anche economie come Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia Turchia e Africa. Il boom di queste economie unito ad una crescente urbanizzazione e sviluppo di nuove grandi metropoli ha portato al raddoppio dei consumatori nel mondo, con oltre 2,4 miliardi di persone. Secondo gli analisti, questi numeri potrebbero ancora raddoppiare entro il 2025, raggiungendo quota 4,2 miliardi di consumatori, con una incidenza del 53% rispetto alla popolazione globale del pianeta. Questo trend, porterà i consumi globali dei paesi emergenti fino a 30 triliardi di dollari entro i prossimi 10 anni, contro i 12 triliardi del 2010, passando dal 32% al 50% di tutti i consumi mondiali. Alla luce di queste analisi, molte grandi aziende internazionali stanno investendo pesantemente in queste aree del mondo per cogliere a pieno il nuovo boom di crescita per il prossimo decennio. Coca Cola, ad esempio ha annunciato l’intenzione di destinare 5 miliardi di dollari in India entro il 2020 (oltre il doppio rispetto a quanto previsto) per migliorare la rete distributiva e conquistare una maggiore porzione del locale mercato delle bevande non alcoliche. Lo scorso anno i ricavi della multinazionale sono cresciuti grazie al contributo determinante di alcuni mercati emergenti, tra cui proprio l'India che ha visto aumentare i propri fatturati di circa il 20%, portando il mercato indiano fra i primi 10 per il gruppo americano. Contestualmente, Colgate Palmolive ha superato il 50% del totale dei ricavi derivante dai paesi emergenti, con una robusta crescita delle vendite pari a +6,5% rispetto all’anno precedente grazie ai buoni risultati ottenuti in America Latina e in Asia. Entrambe le società fanno parte da tempo del nostro portafoglio, con performance rispettive pari a +52% e +27% dalla data del nostro inserimento. Su queste basi, nel report di oggi dedichiamo ampio spazio ad una importante azienda internazionale ad elevato dividendo ben posizionata per cogliere questi nuovi trend globali e giudizi positivi da parte del pannello di analisti e broker da noi monitorati. Vediamo ora nel dettaglio le variazioni da apportare ai nostri tre modelli di portafoglio.

Top Analisti – Questo particolare portafoglio è attualmente uno dei più replicati dai nostri abbonati, e racchiude in un unico modello le raccomandazioni di un pannello di oltre 25 tra i maggiori analisti e Guru internazionali, presenti nelle migliori classifiche di reddito e performance. Composto attualmente da 61 titoli, Top Analisti si è trasformato nel corso degli anni in una vera macchina da reddito, con oltre 200 singole cedole accreditate ogni anno ai partecipanti e un dividendo incassato in quasi ogni giorno lavorativo dell’anno. Dal 1 gennaio 2009 ad oggi il modello vanta crescite record, con una performance pari a +107,6%, contro un rendimento dell’indice S&P500 pari a +59,7% nello stesso periodo. Attualmente, il price earning complessivo del portafoglio risulta contenuto, e pari a 11,7 volte gli utili attesi per l’anno in corso, contro 14,2 volte dell’indice S&P500, con un dividendo medio pari al 4,2%, oltre il doppio rispetto al 2% dell’indice S&P500.

Nuovo investimento - Dividendo 6,1% annuo e forti prospettive di crescita nei paesi emergenti

Principale motivazione di acquisto: E’ possibile puntare direttamente sulle forti crescite della banda larga e servizi di telefonia mobile di paesi come Sudafrica, India e Turchia rimanendo però ancorati ad una solida società occidentale? L’elevato dividendo di questa società è supportato da consistenti flussi di cassa e fatturati crescenti realizzati in alcuni dei più importanti paesi emergenti a livello globale. In aggiunta, negli ultimi mesi il management ha annunciato nuove iniziative in favore degli azionisti che potrebbero riservare ulteriori crescite della cedola nel corso dei prossimi anni. Si tratta di una delle società con il dividendo più elevato all’interno del nostro modello Top Analisti.

Descrizione del business: Fondata nel 1984 ed oltre 84.000 dipendenti, la società tramite le sue controllate, è uno dei maggiori operatori di telefonia mobile a livello globale, con oltre 450 milioni di abbonati in 22 paesi, gran parte dei quali concentrata nei nuovi paesi emergenti. La società vanta una posizione di leadership in India, con oltre 150 milioni di abbonati, in uno dei paesi che riserva i maggiori potenziali per i prossimi anni. La società sottolinea questi dati evidenziando come i fatturati derivanti da questa ampia fetta di clienti indiani generi oggi fatturati simili a quelli prodotti dai 19 milioni di abbonati del Regno Unito, riservando ampi potenziali di crescita per i prossimi anni. I forti dividendi incassati nel 2012 dalla sua controllata americana, hanno portato l’azienda a deliberare nuove iniziative a favore degli azionisti, varando un nuovo Buy Back con acquisto di azioni proprie per 1,5 miliardi di dollari, con lo scopo di aumentare ulteriormente l’utile per azione.

Trend del dividendo: Nelle scorse settimane, la società ha annunciato l’intenzione di aumentare il dividendo del 7% per l’anno in corso. Con una maxi cedola annua al 6,1% secondo queste previsioni il dividendo dovrebbe salire nel 2013 al 6,5% annuo, corrisposto in due rate semestrali, con un Pay Out pari al 60%. Il Pay Out indica la percentuale dell’utile annuo destinata agli azionisti come dividendo. In generale, sono da preferire società che mantengono livelli di Pay Out più contenuti, a garanzia di stabilità delle cedole anche per il futuro. Ipotizzando per il futuro gli stessi tassi di crescita previsti per l’anno in corso, tra dieci anni il dividendo potrebbe già attestarsi al 12% per superare il 23% annuo tra 20 anni.

Trend storico degli utili e previsioni: Negli ultimi 5 anni la società ha incrementato gli utili con una crescita media del 5,2% annuo composto. Per i prossimi 5 anni gli analisti stimano una crescita annua composta degli utili pari al 7% annuo.

Multipli di borsa: Il price earning attuale del titolo è pari a 9,8 volte gli utili attesi per il 2014. La capitalizzazione attuale è pari a 123 miliardi, con un rapporto prezzo/ricavi pari a 1,7 volte.

Performance in borsa: Dal 31 ottobre 1988 ad oggi il titolo ha messo a segno risultati record, con un rendimento complessivo pari a +976% (fonte Morningstar).

Giudizio degli analisti e valutazioni: Il giudizio medio dei 3 analisti e broker che seguono il titolo è pari a 1,8 su una scala da 1 a 5 ( 1= Strong Buy, 2=Buy, 3=Hold, 4=Moderate Sell, 5=Sell. Il target medio consensuale per i prossimi 12 mesi indica un potenziale di crescita pari a +22,7% dai livelli attuali, a cui si aggiunge il cospicuo dividendo pari al 6,1%, portando le aspettative di crescita vicine al 30%. Nelle ultime settimane, il portale finanziario Usa “The Motley Fool”, ha effettuato un sondaggio tra i lettori sul titolo. Su 1324 partecipanti, ben 1260 ritengono che il titolo sia destinato a sovraperformare nel medio termine. Su queste basi, utilizziamo la disponibilità derivate dagli ultimi dividendi incassati per aumentare l’esposizione su questa società del 14%, passando da una quota pari all’1,36% del portafoglio ad un totale dell’1,56% acquistando ulteriori 76 azioni. Comprare in data di oggi il titolo.

ETF Italia – Questo particolare portafoglio è composto esclusivamente da oltre 20 tra ETF e fondi chiusi, tutti quotati sulla borsa di Milano e facilmente negoziabili con qualsiasi banca o intermediario di trading online. Dal 1 gennaio 2009 ad oggi, il modello segna una performance pari a +41,9%. La facilità di utilizzo dello strumento ETF permette di costruire portafogli fortemente diversificati anche con piccole disponibilità, puntando su aree del mondo in forte crescita o su comparti specifici difficilmente raggiungibili con investimenti diretti.

Ripartizione del portafoglio ETF Italia al 25/02/2013

Azionario internazionale 49,8%
Immobiliare 25,2%
Obbligazionario 20,5%
Metalli Preziosi 3,2%
Materie Prime 1,4%
Cash 0,1%
Totale 22 ETF 100%

Dividendo 3,1% annuo con cedola trimestrale – Rendita da affitti su un paniere di immobili internazionali

Come già anticipato nel nostro report dell’ 8 gennaio scorso, il settore immobiliare, dopo alcuni anni di debolezza sta mostrando da tempo decisi segni di ripresa a livello internazionale. Secondo quanto pubblicato dal Wall Street Journal, L’indice Dow Jones All REIT Index, che misura la performance media di 136 fondi comuni di investimento immobiliare (REIT), ha registrato un rendimento totale di quasi il 20% per il 2012, più del doppio rispetto ai guadagni del 7,5% registrati nel 2011. Si tratta del quarto anno consecutivo che i REIT hanno sovraperformato l'indice azionario S&P500, che ha guadagnato il 16% nel 2012 e l’indice Dow Jones Industrial con un rendimento totale di poco superiore al 10%. In aggiunta, secondo recenti studi di mercato, grazie alla scarsa correlazione, inserire investimenti immobiliari in un portafoglio diversificato aiuta a migliorare la performance complessiva riducendo la volatilità. La scorsa settimana abbiamo incassato il dividendo trimestrale per uno dei nostri investimenti più importanti del portafoglio ETF Italia, che conferma le nostre precedenti previsioni per una rendita da affitti intorno al 3,1%.Questo particolare ETF investe nelle maggiori società e fondi immobiliari (REIT) a livello globale, garantendo agli investitori una regolare distribuzione dei dividendi, con una rendita stabile pagata in rate trimestrali. Il fondo investe principalmente in REIT Usa, seguito da Hong Kong e dall'Australia e da tutti gli altri paesi, per un totale di oltre 250 partecipazioni immobiliari quotate nei paesi sviluppati di tutto il mondo, ad eccezione della Grecia, la cui previsione della cedola annuale sia pari al 2% o superiore. Attualmente, la maggiore partecipazione contenuta in questo ETF è Simon Property Group, primario REIT Usa quotato a Wall Street con simbolo SPG, che investe in 328 tra centri commerciali e outlet per un totale complessivo di 22 milioni di metri quadrati.

Sulla base della cedola elevata e delle prospettive del settore immobiliare, riconfermiamo il nostro giudizio BUY sull’ETF, come partecipazione chiave per puntare sul settore anche con piccoli capitali. Attualmente abbiamo destinato a questo investimento una importante quota pari al 10% del portafoglio, con un controvalore pari a 676 azioni. Suggeriamo ai nostri lettori che ancora non possiedono questo ETF di approfittare del buon momento di breve termine per allinearsi al modello acquistando oggi sulla piazza di Milano. Comprare in data di oggi il titolo.

Top Dividend: Rendimento medio 9,2% annuo - Il portafoglio di dieci titoli ad alto dividendo

Top Dividend - Questo particolare portafoglio mira a raggiungere una redditività superiore, ed è composto costantemente dai dieci titoli americani con il dividendo più elevato. Complessivamente, il modello offre un livello cedolare record,con un rendimento medio annuo pari al 9,2% ed un price earning medio pari a 11,3 volte, rispetto ai multipli offerti dall’indice S&P500, che presenta dividendi al 2,1%, ed un price earning a 14 volte. Secondo i dati di Back Test, dalla partenza di settembre 2000 ad oggi, il portafoglio ha messo a segno un rendimento record, pari a +17,5% annuo composto contro una performance dell'indice S&P500 pari a +3% annuo nello stesso periodo. Il rendimento cumulativo del modello è stato pari a +602%, contro un +44% realizzato dall'indice S&P500 nello stesso periodo. In sintesi, il nostro pacchetto di dieci titoli ad alto dividendo ha quindi ottenuto negli ultimi 12 anni una performance complessiva di 14 volte in più rispetto alla borsa. Si tratta di un portafoglio adatto a chi desidera ottenere rendite periodiche più elevate senza rinunciare a potenziali capital gain elevati.

lunedì 11 marzo 2013

Collezione Peggy Guggenheim e Cassa di Risparmio di Venezia insieme per i Kids Day

La Collezione Peggy Guggenheim e la Cassa di Risparmio di Venezia, banca del territorio veneziano del Gruppo Intesa Sanpaolo, sono liete di annunciare una nuova collaborazione a sostegno di Kids Day, programma educativo del museo ideato allo scopo di introdurre i bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni all’arte moderna e contemporanea. Carive è la più antica Cassa di Risparmio italiana e fra le più storiche istituzioni, private e pubbliche, della città e con il sostegno garantito alle attività laboratoriali della Collezione Peggy Guggenheim nel corso del 2013, conferma il suo impegno nei confronti dei cittadini, credendo fermamente nell'arte quale cardine del principio formativo delle nuove generazioni. Questo contributo garantisce la completa gratuità dell’offerta educativa dei Kids Day e rende possibile l’acquisto e la produzione di materiali didattici. Già nel 2006 Carive ha donato al museo veneziano oltre 300 negativi, acquisiti dall’archivio CameraphotoEpoche di Bianconero, che ritraggono Peggy Guggenheim in vari momenti della sua vita veneziana, contribuendo così ad arricchire in modo significativo l’archivio fotografico della Collezione.


“Formare i giovani all’arte e alle problematiche del contemporaneo significa, per noi, cercare di costituire una futura comunità di adulti che possa riconoscere nella Collezione Peggy Guggenheim una realtà attenta all’attualità, e un’istituzione attiva dal punto di vista educativo” afferma Philip Rylands, direttore del museo veneziano. “Sono felice che Carive creda fermamente in questo alto potenziale didattico della collezione creata da Peggy, sostenendo così la missione del museo di promuovere la comprensione e l’apprezzamento di arte, architettura e altre forme artistiche”.

“Con particolare soddisfazione presentiamo ai cittadini di Venezia e del territorio veneziano, a fianco agli amici della Collezione Peggy Guggenheim, un’iniziativa formativa di grande valore, che ben si inserisce nella tradizionale attività di Carive a favore dell’arte”, sostiene Giovanni Sammartini, Presidente Carive. “La tutela del patrimonio culturale e artistico del territorio passa infatti anche attraverso la formazione dei giovani e dei giovanissimi che in futuro saranno chiamati a comprenderlo, custodirlo e valorizzarlo”.

La finalità principale di Kids Day, che si svolgono ogni domenica dalle 15.00 alle 16.30 in museo, è avviare i bambini alla comprensione delle opere della Collezione Peggy Guggenheim attraverso semplici analogie con la realtà quotidiana e l’esperienza diretta. Il soggetto delle attività varia di volta in volta permettendo così, nel lungo termine, l’analisi di tutte le opere presenti in Collezione secondo diversi punti di vista e stimolando la continua partecipazione dei bambini. Da aprile 2010 un appuntamento al mese è con Learning English through 20th Century Artists, laboratorio tenuto interamente in lingua inglese da educatori madrelingua per permettere ai bambini di avvicinarsi alla lingua straniera in modo attivo, artistico e allo stesso tempo divertente. Dal 2006, anno della sua nascita, a oggi il programma del Kids Day ha suscitato un sempre maggiore interesse e coinvolgimento, arrivando ad avere nel 2012, durante le 57 attività laboratoriali, oltre 1700 partecipanti. Durante il Carnevale di Venezia 2013 “Vivi i colori” anche i Kids Day erano dedicati al tema del colore, mentre nel mese si marzo in occasione della manifestazione “DoVe. Donne a Venezia” sono incentrati sul binomio Arte e Moda, prendendo il via da Kids Creative Lab, il primo progetto su scala nazionale rivolto a tutti i bambini delle Scuole Primarie, realizzato dalla Collezione Peggy Guggenheim insieme a OVS.

Alexia Boro
Director of External Affairs
Peggy Guggenheim Collection
Palazzo Venier dei Leoni
701 Dorsoduro - 30123 Venezia
Tel. +39 041 2405404
mob: +39 3463629905
Fax +39 041 5206885
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martedì 5 marzo 2013

Abi: il caso di Siena è un episodio le banche italiane sono solide

REGOLE. Sabatini: "Il nostro sistema è un modello per la vigilanza europea" Il direttore dell'Abi accoglie la sfida di Mimmo Costanzo: un patto banche-imprese fondato anche sulla trasparenza


Frastornati sì ma decisi a svoltare pagina. Nel più breve tempo possibile. Nella prima uscita pubblica dopo le dimissioni del presidente Giuseppe Mussari e la vicenda che ha investito Banca Mps, i vertici dell'Abi indicano la strada da seguire. Sulla base di alcune certezze che a loro appaiono chiare: il sistema bancario del nostro paese è solido e ciò grazie alla Banca d'Italia che ha garantito i controlli e ha evitato che il nostro sistema fosse contaminato.

A Messina, per un'altra tappa del Road show sul rapporto con le imprese, è il direttore generale dell'associazione Giovanni Sabatini a indicare la strada dell'associazione rivendicando anche la linea della trasparenza.

Accettando, per esempio, la sfida che viene dal mondo delle imprese con la proposta fatta nel corso del lungo dibattito da Mimmo Costanzo presidente e ad della Cogip di Catania il quale propone un patto fondato su tre punti di cui uno è appunto quello della trasparenza. È un nodo da sciogliere e Sabatini lo coglie accettando l'invito di Mimmo Costanzo Tecnis. Altra questione è quella dei vertici dell'associazione. Dopo un rappresentante dei grandi tocca a uno dei piccoli. Tra i nomi che circolano, come è noto, quello del presidente di Federcasse Alessandro Azzi; l'attuale vicepresidente vicario della stessa associazione Camillo Vanesio e il presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna Antonio Patuelli che è anche il favorito.

Nino Amadore - Il Sole-24 Ore




giovedì 28 febbraio 2013

L’Italia in prima fila nell’outsourcing in Europa


+72% nel 2012: è l’aumento medio di spesa che le imprese italiane hanno dedicato all’esternalizzazione, fotografato dall’inedito studio di Freelancer.com che ha analizzato offerta e domanda nel mercato di outsourcing nel nostro Paese.

Le imprese italiane hanno aumentato la loro spesa per l'esternalizzazione di oltre il 72% nel 2012 e prevedono di aumentare il budget per l’outsourcing nel 2013, ponendo l'Italia all'avanguardia nel mondo rispetto ai cambiamenti tecnologici più avanzati: è questo uno dei dati emersi nell’inedito studio di Freelancer.com, la più grande piattaforma mondiale di outsourcing e crowdsourcing dedicata all’incontro tra domanda e offerta di lavoro indipendente.

Freelancer.com ha rivelato che le imprese italiane hanno aumentato la loro spesa per free-lance nel 2012 della percentuale record di 72%. Queste cifre confermano i dati economici che, nonostante l’attuale delicata congiuntura economica, vedono le aziende in Italia utilizzare l'outsourcing per diventare ancora più competitive.

I dati dell’indagine svelano anche che le registrazioni al sito sono aumentate del 37% nel solo 2012, dimostrando che sempre più aziende in Italia hanno bisogno di esternalizzare i lavori high tech, di traduzione e di marketing per consentire loro di raggiungere professionisti in tutto il mondo.

I dati hanno inoltre rivelato che l'Italia è anche il paese in Europa che conta più liberi professionisti, mentre i free-lance italiani hanno incrementato i propri guadagni attraverso Freelancer.com del 73%. I liberi professionisti italiani utilizzano il sito per entrare in contatto con datori di lavoro in tutto il mondo.

L’analisi, condotta su tutte le 30mila imprese italiane presenti su Freelancer.com, permettendo di avere uno sguardo lucido e dettagliato della situazione delle imprese italiane (soprattutto le PMI), ha rivelato che vi è stata una crescita del 46% di assunzioni di ingegneri IT, il 34% di web designer, il 28% per i lavori in outsourcing di progettazione grafica, mentre il 26% e il 14% per lavori rispettivamente di scrittura e di marketing.

«Le cifre di Freelancer.com - spiega Matt Barrie, CEO di Freelancer.com - mostrano che l'Italia è destinata a diventare una delle economia in più rapida crescita in Europa per quanto riguarda l’outsourcing. Ciò significa che le piccole imprese italiane stanno assumendo esperti esterni per svolgere il lavoro che non possono portare avanti internamente: dalla progettazione di sistemi IT intelligenti che aiutino a gestire le loro aziende in modo più efficiente e di siti e-commerce dinamici, ad esperti di marketing, finance e contabilità. Da sottolineare, inoltre, che le piccole imprese utilizzano di più l’esternalizzazione in quanto la crescita dei siti di outsourcing dà loro fiducia e protezione. Con free-lance recensiti per la qualità dei loro servizi e sistemi di pagamento che garantiscono la sicurezza, le piccole imprese sono ora in grado di gestire una forza lavoro diversificata con i sistemi di gestione affidabili e facili da usare».
***
Freelancer.com, vincitore del premio Webby, la più grande piattaforma mondiale di outsourcing e crowdsourcing dedicata all’incontro tra domanda e offerta di lavoro indipendente. Attraverso Freelancer.com, le aziende entrano in contatto con free-lance e liberi professionisti. Freelancer.com collega oltre 6,7 milioni di figure professionali provenienti da tutto il mondo. Attraverso il nostro sito, i datori di lavoro possono assumere liberi professionisti per svolgere missioni in ruoli quali software, scrittura, data entry e design in settori quali ingegneria e scienza, vendite e marketing, contabilità e servizi legali. Le offerte di lavoro partono da una richiesta di £ 20, mentre il prezzo medio per un lavoro è di meno di £150, rendendo Freelancer.com estremamente conveniente per le piccole imprese e gli imprenditori, che spesso hanno bisogno di una grande varietà di competenze per i lavori da svolgere, ma non può giustificare la spesa di assumere un dipendente a tempo pieno.

mercoledì 27 febbraio 2013

In italia 1 impresa su 10 a forte rischio di insolvenza nel 2013. solo il 6% del totale e’ veramente affidabile


L’analisi di CRIBIS D&B mette in evidenza come, a 5 anni dall’inizio della crisi, le difficoltà delle imprese italiane non siano assolutamente superate

A fine dicembre 2012 l’11,26% delle imprese italiane presentava un'alta rischiosità di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nei 12 mesi successivi, mentre un altro 45,89% si caratterizzava per una rischiosità media. Solo nel 6,08% dei casi si osservava una rischiosità bassa (nel 2008 invece era quasi al 10% la percentuale di imprese totalmente affidabili) e, per il restante 36,77% del totale, medio – bassa.
È quanto emerge dall’Osservatorio sulla rischiosità commerciale realizzato da CRIBIS D&B, società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che analizza il grado di affidabilità delle imprese italiane e la loro capacità di fronteggiare gli impegni presi nei confronti dei propri fornitori, con la conseguente probabilità di generare insoluti commerciali nei 12 mesi successivi. Nello specifico, l’analisi di CRIBIS D&B mette in evidenza come, a 5 anni dall’inizio della crisi, le difficoltà delle imprese italiane non siano assolutamente superate. Al contrario, molte imprese che a fatica erano riuscite a non soccombere durante questa durissima fase congiunturale, spesso anche facendo ricorso all’impiego diretto di capitali propri, stanno accentuando i segnali di repentino cedimento con evidenti ripercussioni anche sui propri partner commerciali. Questo fa sì che molti fornitori si trovino, quasi inaspettatamente, a dover gestire insolvenze da parte anche di clienti storici, che si erano sempre dimostrati solidi e buoni pagatori.

“I dati che abbiamo rilevato a fine 2012 confermano l’impressione generale di un contesto economico tendenzialmente più rischioso e, soprattutto, più ‘fluido’, cioè maggiormente caratterizzato da cambiamenti repentini, sia a livello di controparti (clienti e fornitori), sia a livello di andamento di mercato – illustra Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B -. Basti pensare che, nel corso del 2012, 1 insoluto grave su 4 è provenuto da clienti con un’anzianità superiore ai 5 anni, quindi da clienti storici che si pensava di conoscere bene e su cui di solito le aziende sono molto esposte sia come valore della fornitura, sia come tempi di pagamento”. 

Rischiosità commerciale in costante crescita

Dall’analisi comparata degli ultimi 5 anni emerge una netta tendenza al peggioramento della rischiosità commerciale, con le imprese inserite nella fascia a massima rischiosità che sono progressivamente aumentate, passando da una quota pari all’8,99% del 2008 all’11,26% dell’ultima rilevazione. Nel medesimo periodo di osservazione, la percentuale di imprese caratterizzate da una bassa rischiosità è diminuita, passando dal 9,53% del 2008 fino al 6,08% di fine 2012. A conferma del progressivo deterioramento della situazione, ugualmente tra il 2008 e il 2012 la percentuale di imprese con una rischiosità media di generare insoluti commerciali è cresciuta di 10,94 punti percentuali e ha raggiunto il 45,89% del totale mentre si è progressivamente ridotta la quota di imprese con rischiosità medio-bassa (-9,76 punti percentuali in 5 anni).

“Le imprese stanno reagendo a questa delicata situazione nell’unico modo possibile, cioè investendo in nuove procedure di gestione del portafoglio clienti, nuove politiche commerciali per la definizione dei termini di pagamento e nuovi strumenti per acquisire tempestivamente le informazioni e per la gestione dei crediti insoluti. Interventi non a costo zero, ma che renderanno le aziende più forti – commenta Preti -. Del resto è sempre più determinante conoscere meglio le imprese con le quali si fanno affari e adottare un’efficace politica di gestione del rischio di credito commerciale che, attraverso strumenti adeguati, consenta di individuare i segnali che vengono dal mercato e dalla propria clientela. In particolare, è fondamentale gestire e monitorare efficacemente i comportamenti di pagamento dei propri clienti, che rappresentano la fotografia più affidabile dello stato di salute di un’azienda”. “Per fornire risposte concrete in questo scenario ancora caratterizzato da una grande incertezza, CRIBIS D&B investe costantemente nella qualità delle informazioni e in soluzioni, come CRIBIS.com e CRIBIS iTRADE Lab, che consentono alle imprese di semplificare le loro operazioni quotidiane e di sfruttare al meglio l’enorme patrimonio informativo che viene messo a loro disposizione” - conclude Preti.

 

lunedì 18 febbraio 2013

Insieme per Ubi Banca. Siracusano: bisogna investire sulla “Grande Milano”


Bruno Siracusano, membro del Consiglio Direttivo dell’associazione di azionisti “Insieme per Ubi Banca” ha dichiarato che la migliore opportunità per la crescita del Gruppo passa attraverso il potenziamento delle attività nell’area della “Grande Milano”, vero caposaldo economico-finanziario del Paese, destinato, con Expo 2015, ad acquisire una visibilità mondiale e divenire luogo di incontro e di startup di nuove iniziative imprenditoriali. Per questo la nuova governance dovrà analizzare con attenzione la struttura e l’articolazione territoriale del Gruppo al fine di evitare presenze ridondanti in alcune aree ed ingiustificate carenze in altre.


Siracusano ha anche ribadito la necessità di far crescere il peso del brand Ubi Banca che, attualmente, considera troppo limitato per un istituto che sta ottenendo valutazioni e giudizi lusinghieri dai grandi operatori finanziari internazionali. E proprio a tale proposito ha voluto ricordare la necessità di potenziare le attività a maggior valore aggiunto, quali l’intermediazione finanziaria evoluta sul mercato domestico e soprattutto su quello estero, attraverso accordi con qualificati corrispondenti e partner internazionali, nonchè le attività Corporate & Investment, puntando sulle professionalità già presenti nell'istituto: “una scelta che consentirà al Gruppo – ha concluso Siracusano – di aumentare la capacità di generare utili e di migliorare al tempo stesso la struttura del credito ed il servizio offerto alle imprese-clienti”.
www.insiemeperubi.it 

Bruno Siracusano si è laureato in Bocconi, dove ha svolto per anni attività di docenza, è stato Direttore Esecutivo di Borsa Italiana. In precedenza ha ricoperto incarichi di vertice in vari gruppi finanziari: Amministratore Delegato e Direttore Generale della SIM del Gruppo Banca Popolare di Milano; Partner Fondatore di Akros Finanziaria; Responsabile Mercati Obbligazionari di SIGE Finanziaria (Gruppo IMI).


“Insieme per Ubi Banca” ha sede a Milano, Corso Magenta, 42 
Tel. 338 2784790 / e.mail: segreteria@insiemeperubi.it 
Tutte le informazioni e la modulistica per la domanda di adesione all’Associazione sono reperibili sul sito www.insiemeperubi.it